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Occupata per alcune ore la biblioteca di Economia

Fri 12 Mar 2010 05:47:00 | 0 comments
Non si arrestano le proteste contro i tagli al sistema bibliotecario di ateneo che stanno mettendo a rischio numerosi posti di lavoro, causando pesanti riduzioni a danno degli utenti per quanto riguarda sia i servizi forniti sia gli orari di apertura. E così ieri pomeriggio, è stata occupata e tenuta aperta fino alle 20:00 la biblioteca della Facoltà di Economia per protestare contro queste scelte dell'ateneo a difesa dei lavoratori e del diritto allo studio. Si tratta di una forma non nuova di protesta, infatti occupazioni simili sono verificate nelle scorse settimane anche a Lettere e a Scienze.

Questa iniziativa ha investito Economia dopo un'assemblea degli utenti e dei lavoratori della Biblioteca della Facoltà, svoltasi negli scorsi giorni per fare il punto sugli effetti drammatici dei tagli alle risorse, che hanno comportato da lunedì 8 Marzo la chiusura anticipata della struttura alle 18:00.

"In una facoltà in cui le ultime lezioni finiscono alle 19:10 - spiegano studenti e lavoratori della biblioteca di economia - il nuovo orario rende di fatto inaccessibile la Biblioteca a una buona parte degli studenti. Nella fascia oraria dalle 18:00 alle 20:00 l'affluenza degli studenti è sempre stata notevole, e nelle ore che vanno dalle 20:00 alle 23:00 era garantita la possibilità anche agli studenti lavoratori di accedere ai materiali didattici e agli spazi fondamentali per lo studio. Inoltre gli effetti dei tagli riguardano non solo le aperture e il diritto allo studio degli studenti ma anche 17 lavoratori esternalizzati che erano impiegati in queste fasce orarie. Infatti ognuno di loro ha perso il 50% delle ore lavorative e si ritrova con stipendi da fame."

Alla luce di tutto ciò ieri pomeriggio è stata intrapresa l'iniziativa di tenere aperta la Biblioteca oltre l'orario di chiusura previsto, garantendo così a tutti quanti gli utenti di rimanere a studiare fino alle 20:00.

"Il nostro intento attraverso questa protesta - spiegano ancora studenti e lavoratori - è chiarire quanto le Biblioteche non possano considerarsi un generico servizio ma parte integrante della didattica e luogo fondamentale per la ricerca. Per questo condanniamo le scelte economiche, finanziarie e politiche dell'Ateneo che colpiscono ancora una volta le fondamenta della formazione universitaria e i soggetti più deboli che la fanno vivere. Perciò chiediamo che i singoli Consigli di Facoltà, i Presidi e il Senato Accademico si esprimano in maniera forte e decisa impegnandosi a trovare nuove risorse per il sistema bibliotecario e a ripensare le sue politiche di gestione. Come studenti e lavoratori non siamo disposti a vederci negato il diritto allo studio e il diritto al lavoro, dato che solo su questi si può fondare l'università pubblica che noi difendiamo".

fonte: Pisanotizie
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