Polo Porta Nuova: “Non è stata una rissa ma un'aggressione”
In questi giorni Pisanotizie ha raccolto diverse testimonianze per raccontare in maniera documentata quanto avvenuto nella notte tra venerdì 6 e sabato 7 novembre nelle strutture del Polo di Porta Nuova in occasione di una festa promossa da Ingegneria Senza Frontiere. In quella circostanza si sono registrati episodi di violenza superficialmente descritti come una rissa tra studenti. Al contrario, secondo quanto ci hanno raccontato tante persone presenti quella sera, si è trattato di una vera e propria aggressione. Il bilancio è pesante: tra gli aggrediti, circa 6 studenti universitari hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso per ferite al volto e alla testa. Molti altri, feriti più lievemente, si sono medicati da soli. Il più grave è uno studente operato d'urgenza con lo zigomo fratturato dalle percosse che si dovrà sottoporre a interventi chigurgici maxillo-facciali.
Ma passiamo alla ricostruzione di quanto è avvenuto, sulla base dei numerosi racconti. Come di consueto, alle 2:30 gli organizzatori spengono la musica e accendono le luci. La festa è terminata ma i locali sono ancora pieni della gente che defluisce. La situazione è assolutamente tranquilla quando all'improvviso un gruppo di giovani comincia ad aggredire e pestare gli studenti presenti. Vengono lanciati in aria banchi e sedie da ogni parte dell'atrio dove, fino a un secondo prima, gli studenti stavano ballando. Una violenza cieca, che parte col pretesto di un litigio tra due persone ma immediatamente si generalizza senza un particolare obbiettivo, e trova le sue vittime a caso. La maggior parte dei presenti cerca di scappare, delle ragazze si mettono in mezzo per fermare i pestaggi ma non riescono a calmare la situazione. Alcuni studenti vedono i loro amici picchiati e intervengono in loro soccorso, altri cercano di buttare fuori gli aggressori che, nel mentre, stanno devastando i locali.
In base alle testimonianze raccolte, sembra che il gruppo degli aggressori sia composto da circa 15 ragazzi sui 20-25 anni. "Dopo le prime aggressioni - racconta uno studente - quattro-cinque di questi, con la testa rasata, escono dall'edificio. Poco dopo, rientrano sfilando incordonati. Gridano: 'Pisa, Pisa!' e brandiscono catene e cintole borchiate. Uno estrae anche un manganello telescopico con cui colpisce una persona". Il gruppo è inavvicinabile: "Chi prova ad allontanarlo - spiega un altro studente - viene ferito. Oltre a questi 4-5, ci sono circa altri 10 che li spalleggiano distribuendo pugni e calci a persone inermi immobilizzate a terra".
Sebbene adottino una tattica che dà l'idea di essere studiata e programmata, gli aggressori non sembrano riconducibili ad alcuna organizzazione o gruppo.
Le scene raccontate dai testimoni sono crude: persone inermi prese a calci e a pugni, chi si avvicina per intervenire viene colpito immediatamente. Le vittime sono scelte a caso senza un particolare obbiettivo: quando una riesce a reagire e scappare, il gruppo semplicemente passa alla successiva più vicina. Un ragazzo racconta quei momenti: "Ho visto persone con atteggiamento assolutamente pacifico rivolgersi agli aggressori per calmarli e venire, come pronta risposta, picchiati". Un altro racconta: "In un corridoio, vicino alle casse, un gruppo di 5 persone infieriva su un ragazzo bloccato a terra con calci in faccia".
Partono numerose telefonate al 113 per chiedere l'immediato intervento della Polizia, ma le chiamate non hanno sèguito. "Quando era ormai finito tutto e le pattuglie sono arrivate sul posto - affermano diversi studenti - abbiamo chiesto spiegazioni sui motivi del mancato intervento e la risposta è stata sconcertante: secondo i poliziotti, era troppo pericoloso mandare le poche pattuglie in servizio in una situazione del genere". Ma secondo i testimoni, anche solo la sirena delle Forze dell'Ordine avrebbe potuto mettere in fuga il gruppo.
Finalmente, alle 3:30, dopo 45 minuti dall'inizio dei pestaggi, arriva la prima ambulanza. Gli aggressori sentono le sirene e si dileguano. Dopo le ambulanze, arrivano le pattuglie dei Vigilantes, della Polizia e dei Carabinieri, che interrogano le uniche persone ancora presenti, gli organizzatori della festa.
Lo spettacolo al termine delle violenze testimonia quello che è appena avvenuto: in attesa delle ambulanze, studenti col volto ricoperto di sangue si tamponano le ferite, il sangue è copioso anche sul pavimento. Alcune vetrate sono frantumate, e nei corridoi sono sparpagliati tavoli e sedie rovesciati.
Lunedì, un'assemblea di Ingegneria Senza Frontiere a cui hanno partecipato alcuni degli studenti aggrediti si è confrontata su quali azioni intraprendere per rispondere agli avvenimenti. Nel frattempo, la Questura di Pisa ha aperto un'indagine per individuare gli aggressori, basandosi sui racconti dei numerosi testimoni. Per ora nessuno degli aggressori è stato individuato.
Nel frattempo, il mondo studentesco è colpito. Nei corridoi delle facoltà non si parla d'altro, visto che molti studenti hanno un amico o un conoscente che è stato testimone dell'episodio che di certo non ha precedenti in città, e che gli studenti vorrebbero ricordare come un fatto isolato e unico.
