Senato Accademico: si al prepensionamento. E le nuove assunzioni?
Università: il Senato Accademico approva l'incentivazione al prepensionamento
ma non le nuove assunzioni
E la montagna partorì il topolino. C'era grande attesa per il Senato Accademico di ieri chiamato a decidere sulle prospettive di sviluppo dell'università di Pisa. In questa occasione si sarebbero dovuti sciogliere alcuni nodi, come la stabilizzazioni dei tecnici amministrativi, il reclutamento di nuovi ricercatori ed il ricorso alle incentivazioni al prepensionamento. In realtà la discussione ha riguardato solo quest'ultimo punto, non entrando nel merito specifico del piano di assunzioni.
Il Senato ha approvato, infatti, l'incentivazione al prepensionamento volontario per tutte le fasce della docenza, con la possibilità per coloro che la accoglieranno di avere dei contratti di insegnamento con una retribuzione di 100 euro l'ora lordi. Il primo contratto avrà la durata di tre anni e sarà rinnovabile per altri tre. Inoltre si permetterà a questi docenti di ampliare la loro permanenza nel circuito accademico prolungando di due anni in più rispetto al limite previsto dal pensionamento ordinario. Per chi farà ricorso all'incentivazione si determinerà la seguente situazione: nel caso di un ricercatore la soglia del pensionamento passerà dagli attuali 65 anni a 67, per gli associati da 68 a 70 anni e per gli ordinari da 70 a 72 anni. I docenti interessati potranno presentare domanda entro il 15 marzo.
Nella delibera non si entra del merito dell'utilizzo delle risorse che si libereranno con questa manovra, eccetto un generico accenno al fatto che sarà propedeutica ad una politica di reclutamento. Riguardo alle assunzioni il Senato Accademico non ha così preso alcuna decisione specifica, non pronunciandosi sulla necessità o meno di rispettare l'accordo siglato dall'ateneo con gli stabilizzandi del personale tecnico amministrativo riguardo alla loro assunzione, e che fino ad oggi l'Università di Pisa non ha onorato.
Contrari alla delibera si sono espressi i rappresentanti della lista studentesca Sinistra Per: "Ritenevamo questa proposta dell'incentivazione al prepensionamento un provvedimento di natura emergenziale, accettabile se fosse stata legata ad una scelta coraggiosa e necessaria di immissione di nuove forze all'interno del nostro ateneo. Invece di questo non c'è traccia né nella discussione né nella decisione del Senato Accademico".
"Eravamo convinti - spiega il senatore Rocco Albanese - che questa decisione sull'incentivazione fosse preliminare ad un vero confronto sul futuro del nostro ateneo, ed invece ancora una volta di questo non si è voluto parlare, rinviando la discussione sul reclutamento ad un prossimo Senato Accademico. Questo non ci può bastare".
"Abbiamo avuto la netta sensazione - prosegue Albanese - che si sia omessa la questione delle assunzioni anche da parte di molti presidi, che negli scorsi giorni avevano preso delle posizioni favorevoli nei confronti dell'immissione di nuovi ricercatori e della stabilizzazione del personale tecnico-amministrativo. Questo per ragioni tattiche all'interno dei rapporti di forza della classe docente. A noi queste tattiche non interessano, ma vorremmo discutere della politica che intende seguire la nostra Università".
Il rinvio al prossimo Senato Accademico di una possibile decisione sul reclutamento, preoccupa ulteriormente i rappresentanti degli studenti: "Oggi (ieri per chi legge, ndr) è stata persa un'ulteriore occasione ed ora il rischio è che approvate le incentivazioni, le assunzioni possano anche non farsi. L'amministrazione centrale non ha dato segnali chiari di volersi muovere in questa direzione. Si rischia di procedere ad un ulteriore invecchiamento del nostro ateneo, non c'è il coraggio di arricchirlo di forze nuove".
Rimane da capire cosa accadrà nelle prossime settimane e quali equilibri si verranno a determinare in vista della prossima riunione del Senato. "Chiediamo - spiegano ancora da Sinistra Per - che tutti i soggetti coinvolti prendano parola pubblicamente su quello che effettivamente pensano e quale linea politica vogliono intraprendere. Invitiamo tutti alla chiarezza. Ad esempio, cosa intende fare la Cgil, qual è il suo giudizio su ciò che è avvenuto?".
Più cauto il giudizio dell'Assemblea dei precari della ricerca e della didattica: "Ci auguriamo vivamente che la decisione del Senato sia solo un primo passo, per quanto timido, verso la stabilizzazione di tutti gli 89 tecnici amministrativi e verso il bando di 68 nuovi posti da ricercatore a tempo indeterminato. Un impegno preciso in questo senso avrebbe dato alla delibera di oggi tutt'altro peso politico. Viceversa, esiste il rischio che il piano di incentivi al pre-pensionamento, aperto solo fino al 15 marzo prossimo, si traduca in un allungamento di fatto della carriera dei docenti, lasciando irrisolti tutti gli altri problemi di fondo".
