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Oct 26
E' stato approvato negli scorsi giorni dalla Giunta regionale toscana un protocollo d'intesa da sottoporre alle tre Università toscane "per la definizione di un programma di azioni volte a rafforzare il legame tra atenei, istituzioni e società".

Il protocollo è un documento molto snello composto di 4 articoli in cui sono raccolte, però, alcune importanti novità che ridefiniscono profondamente i rapporti tra Regione ed atenei. Infatti all'articolo 2 si dice: "Le università predispongono un piano di razionalizzazione delle attività a cui corrisponda equilibrio di bilancio, Contestualmente le stesse Università, modificando i propri statuti: a) prevedono un sistema di governance, basato sulla separazione tra l'attività di programmazione didattica e di ricerca e la gestione amministrativa, economico-finanziaria, che assicuri il costante equilibrio di bilancio; b) si dotano di adeguati meccanismi che permettano alla Regione di concorrere al controllo dell'andamento finanziario partecipando direttamente alle forme di governance suddette".


Nell'articolo 3 si prevede che "la Regione disciplina in via normativa l'acquisizione in proprietà da parte delle aziende ospedaliere universitarie di immobili universitari destinati a finalità assistenziali ove si debbano effettuare interventi di ristrutturazione, di demolizione e ricostruzione. La Regione promuove, tramite un organismo cui partecipano le Università, il coordinamento tra i programmi settoriali di ricerca sostenuti con fondi regionali e le complessive attività di ricerca svolte nelle Università, nonché gli interventi di valorizzazione dei relativi risultati, secondo le leggi regionali in materia".


Infine nell'articolo 4 si chiarisce che "il protocollo di intesa tra la Regione, le Università di Firenze, Pisa e Siena e le Aziende Ospedaliero-Universitarie per la implementazione dell'attività di didattica e di ricerca all'interno delle AOU, sottoscritto in data 26 gennaio 2009, vie4ne allegato al presente atto, per formarne parte integrante e sostanziale".

Abbiamo intervistato l'assessore regionale alla Ricerca e all'Univeristà Eugenio Baronti per capire meglio i contenuti ed il significato di questo accordo.


Negli scorsi giorni la giunta regionale ha approvato un protocollo d'intesa da sottoporre ai tre atenei toscani. Quali sono i contenuti di questo documento?

Abbiamo approvato una bozza di protocollo di intesa che deve essere sottoposta ai vari atenei. Questa contiene la proposta discussa negli ultimi mesi su come la Regione Toscana può essere coinvolta nella gestione amministrativa dell'università, per non essere costretta come oggi a dare soldi senza poi aver possibilità di influire su quelle che sono le spese. Il che non vuol dire assolutamente mettere in discussione l'autonomia dell'università. Non c'è nessuan ingerenza nel campo dell'autonomia della didattica e delle ricerca. Qui si tratta solo di una presenza nel campo amministrativo e gestionale visto che si sono rilevate diverse situazioni negli atenei toscani di cattiva gestione e di crisi, oggetto dell'attenzione della stampa negli ultimi mesi.


All'interno del protocollo si indicano anche dei finanziamenti per le 3 università toscane?

Nella bozza del documento d'intesa non si fa riferimento a finanziamenti. E' stato inserito nel protocollo il precedente accordo siglato nell'ambito biomedico e farmaceutico con gli atenei in base al quale furono stanziati 25 milioni di euro per le tre università, nell'ambito dell'intesa con gli atenei toscani e le Aziende Ospedaliero-Universitarie attraverso le quali si è previsto il passaggio di una quota di lavoratori dell'università alle aziende ospedaliere. Questa operazione ha permesso agli atenei di rientrare sotto la soglia del 90%, e non essere così penalizzati, in particolare le università di Siena e di Firenze che erano in gravi difficoltà. Senza questi accordi tali atenei sarebbero precipitati in una crisi molto grave.


Nel protocollo si prevede invece l'ingresso di rappresentanti della regione nei cda delle università?

Esatto. In questa bozza c'è scritto che le università devono modificare i loro statuti per permettere l'ingresso in questi organi di rappresentanti delle Regione. Non è specificato se si tratti di uno o più rappresentanti, i dettagli si definiranno successivamente. Ripeto, però, che questo documento riguarda la gestione dell'amministrazione e non la ricerca e la didattica su cui nessun vuol mettere bocca. Lo stesso dibattito in Consiglio regionale di questi mesi sul tema delle università toscane si è incentrato sul fatto che occorre porre fine a una pratica per cui di fatto la Regione negli ultimi tempi "serviva" a tappare i buchi dell'Università, avviando un percorso più virtuoso. Dal consiglio stesso è emerso questa esigenza di iniziare un riqualificazione dei nostri interventi anche finanziari, individuando degli obiettivi di qualità da raggiungere per un miglioramento complessivo del sistema universitario toscano.


Gli eventuali membri nominati dalla Regione nei Consigli di Amministrazione delle Università però voteranno su tutti gli argomenti in discussione in questi organi, non solo sulla destinazione degli eventuali finanziamenti dati dalla Regione alle Università...

Occorre tenere presente la separazione tra Consiglio d'Amministrazione e Senato Accademico. E' nel consiglio di amministrazione che entreranno i rappresentanti della regione. Naturalmente nel momento in cui un membro entra nel Consiglio d'Amministrazione è chiaro che affronterà tutte le questioni amministrative su tutti i temi.


Quali sono i tempi per rendere operativo il protocollo?

Noi abbiamo presentato già agli atenei toscani questa bozza di protocollo. L'università di Firenze tramite il suo rettore ha risposto favorevolmente. Non so se Pisa e Siena ne hanno discusso, ma spero anche da queste università venga una risposta positiva.


Credo, inoltre, che sia importante, sottolineare che questo protocollo vada inserito nello sforzo più generale intrapreso dalla Regione Toscana con la recente approvazione della nuova legge regionale, la numero 20 del 2009, sulla ricerca e l'innovazione. Con questa legge si individua la Conferenza regionale come luogo di confronto tra gli enti locali, le imprese e le università per coordinare le azioni e interagire al fine di una razionalizzazione dell'offerta formativa a livello regionale. Si tratta di un importante passaggio per fare sistema e creare una sinergia tra il mondo universitario toscano. 


Naturalmente sulla didattica esiste e rimane la concorrenza fra gli atenei, ma con questa legge si lavora anche nella direzione di agire tutti come un'unica squadra, istituzioni e atenei. Questa dituazione ci fornisce la possibilità di avere un peso maggiore a livello europeo nell'ambito per esempio della presentazione dei progetti per il settimo programma quadro. Occorre quindi favorire tutte le sinergie e collaborazioni per questi enti per dare così più forza ai progetti che presentiamo.


fonte: Pisanotizie