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Dec 01
Dopo la partecipata assemblea dell'altra settimana, dove si sono confrontati bibliotecari strutturati, esternalizzai e stabilizzandi, questo è il comunicato che è stato diramato ed inviato alla stampa.

Nella mattinata di mercoledì 25 novembre u.s., presso il Polo Fibonacci, si è svolta l'assemblea sindacale di tutti i lavoratori in servizio nelle Biblioteche e nell'Archivio dell'Ateneo pisano. L'incontro, organizzato dai sindacati, con la partecipazione dell'Assemblea per la salvaguardia delle biblioteche, ha registrato una nutrita presenza di bibliotecari e, per la prima volta, la partecipazione dei lavoratori esternalizzati che hanno così potuto dare il proprio contributo al dibattito, facendo emergere come i tagli finanziari subiti e previsti potrebbero andare a colpire per primi questi lavoratori.

Nei diversi interventi, il personale delle biblioteche ha quindi denunciato più volte e a vario titolo la drammatica situazione che si sta affrontando nelle biblioteche dell’Ateneo che nel loro complesso compongono il Sistema Bibliotecario: la significativa riduzione delle risorse a disposizione delle biblioteche dell’Università per il 2009 non solo ha fatto diventare problematico persino l’acquisto di beni di consumo e di prima necessità, come cancelleria, lampadine e carta igienica, ma ha reso assai difficoltosa, se non addirittura impossibile, l’erogazione di servizi essenziali. Ad esempio, l’acquisto di materiale bibliografico, i servizi di prestito interbibliotecario e di fornitura articoli hanno subito necessariamente una forte contrazione, come mai si era registrata negli ultimi anni. Ulteriori riduzioni dei finanziamenti potrebbero mettere in discussione gli attuali orari di apertura e di servizio al pubblico, il rinnovo degli abbonamenti alle riviste cartacee ed elettroniche, nonché l’accesso a molte banche dati; in generale, renderebbero impossibile continuare a garantire quelli che finora sono stati servizi, risorse e strumenti fondamentali per l’espletamento delle attività istituzionali dell’Ateneo, quali sono la didattica e la ricerca.

Questa difficoltà a “tirare avanti” è ulteriormente aggravata dalla completa incertezza, ad oggi, circa le risorse disponibili per il 2010 e quindi dall’impossibilità a pianificare entrate ed uscite future: “navigare a vista” non è più sopportabile. In molti hanno rappresentato la preoccupazione che, senza interventi adeguati, si finisca per distruggere il tanto di buono costruito negli ultimi anni, ovvero un Sistema bibliotecario frutto di un non facile, ma necessario processo di trasformazione e svecchiamento che ha portato, da realtà bibliotecarie tra loro frammentate, disomogenee, inefficienti e in certi casi difficilmente accessibili e disperse all’interno dei Dipartimenti, alla creazione di veri e propri centri bibliotecari, erogatori di servizi e di conoscenze e gestiti secondo condivisi criteri di sistema, punti di riferimento per gli studenti oltre che per i docenti. A fronte di tutto questo, i lavoratori riuniti in assemblea chiedono all'Università l’organizzazione di un incontro pubblico sulle biblioteche e il loro futuro, in cui si possano confrontare le molteplici realtà che partecipano al mondo delle biblioteche stesse a partire dai docenti e dagli studenti.

L’assemblea ha deciso anche, prendendo il testimone di quel Coordinamento che più di dieci anni fa ha dato un contributo determinante in termini di idee, proposte e azioni positive alla nascita e crescita del Sistema bibliotecario di ateneo, di costituire un Coordinamento dei lavoratori delle biblioteche quale strumento di analisi, monitoraggio, confronto ed elaborazione di proposte e iniziative.

Mar 12
Non si arrestano le proteste contro i tagli al sistema bibliotecario di ateneo che stanno mettendo a rischio numerosi posti di lavoro, causando pesanti riduzioni a danno degli utenti per quanto riguarda sia i servizi forniti sia gli orari di apertura. E così ieri pomeriggio, è stata occupata e tenuta aperta fino alle 20:00 la biblioteca della Facoltà di Economia per protestare contro queste scelte dell'ateneo a difesa dei lavoratori e del diritto allo studio. Si tratta di una forma non nuova di protesta, infatti occupazioni simili sono verificate nelle scorse settimane anche a Lettere e a Scienze.

Questa iniziativa ha investito Economia dopo un'assemblea degli utenti e dei lavoratori della Biblioteca della Facoltà, svoltasi negli scorsi giorni per fare il punto sugli effetti drammatici dei tagli alle risorse, che hanno comportato da lunedì 8 Marzo la chiusura anticipata della struttura alle 18:00.

"In una facoltà in cui le ultime lezioni finiscono alle 19:10 - spiegano studenti e lavoratori della biblioteca di economia - il nuovo orario rende di fatto inaccessibile la Biblioteca a una buona parte degli studenti. Nella fascia oraria dalle 18:00 alle 20:00 l'affluenza degli studenti è sempre stata notevole, e nelle ore che vanno dalle 20:00 alle 23:00 era garantita la possibilità anche agli studenti lavoratori di accedere ai materiali didattici e agli spazi fondamentali per lo studio. Inoltre gli effetti dei tagli riguardano non solo le aperture e il diritto allo studio degli studenti ma anche 17 lavoratori esternalizzati che erano impiegati in queste fasce orarie. Infatti ognuno di loro ha perso il 50% delle ore lavorative e si ritrova con stipendi da fame."

Alla luce di tutto ciò ieri pomeriggio è stata intrapresa l'iniziativa di tenere aperta la Biblioteca oltre l'orario di chiusura previsto, garantendo così a tutti quanti gli utenti di rimanere a studiare fino alle 20:00.

"Il nostro intento attraverso questa protesta - spiegano ancora studenti e lavoratori - è chiarire quanto le Biblioteche non possano considerarsi un generico servizio ma parte integrante della didattica e luogo fondamentale per la ricerca. Per questo condanniamo le scelte economiche, finanziarie e politiche dell'Ateneo che colpiscono ancora una volta le fondamenta della formazione universitaria e i soggetti più deboli che la fanno vivere. Perciò chiediamo che i singoli Consigli di Facoltà, i Presidi e il Senato Accademico si esprimano in maniera forte e decisa impegnandosi a trovare nuove risorse per il sistema bibliotecario e a ripensare le sue politiche di gestione. Come studenti e lavoratori non siamo disposti a vederci negato il diritto allo studio e il diritto al lavoro, dato che solo su questi si può fondare l'università pubblica che noi difendiamo".

fonte: Pisanotizie